Da un lancio Ansa di venerdì 11 giugno - Ci sono Paesi ricchi e felici: quelli scandinavi. Ce ne sono altri con molti soldi e un basso livello di felicità : i paesi arabi, produttori di petrolio. Tra i più poveri c'è chi è molto infelice come gli abitanti dei paesi africani, ma anche chi è molto felice: quasi tutti i paesi del Centro e Sudamerica. E l'Italia? Più ricca del Cile, ma decisamente meno felice.
Lo mette in luce il libro del giornalista Donato Speroni I numeri della felicità (Cooper, pp 284, euro 15), con la prefazione di Enrico Giovannini, presidente dell'Istat, che sarà presentato il 14 giugno alla Biblioteca del Cnel di Roma.
Insieme all'autore sono previsti, fra gli altri gli interventi dei senatori Emma Bonino e Mario Baldassari.
Quello che emerge è che il Pil non fa la felicità , almeno non sempre, almeno stando alla classifica contenuta nei Numeri della felicità , frutto di una rielaborazione inedita di Donato Speroni, fra Pil procapite e Indice di felicità .
I numeri della felicità racconta il lavoro che si sta sviluppando nel mondo per misurare il benessere 'oltre il Pil' illustrando tutti i tentativi in corso per misurare la ricchezza, la felicità e la sostenibilità , senza tecnicismi ma con un occhio alle implicazioni politiche globali e nazionali.
Speroni, che attualmente insegna Economia e Statistica all'Istituto per la formazione al giornalismo di Urbino e collabora con il bimestrale East, Europe and Asia Strategies, è stato fra l'altro vicedirettore del Mondo, direttore di Capitale Sud, capo ufficio studi della Montedison e direttore centrale dell'Eni. E' autore del libro-inchiesta L'intrigo saudita. La strana storia della maxitangente Eni-Petromin, pubblicato sempre da Cooper.