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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

Interventi audiovideo di Emma Bonino (da RadioRadicale.it) »

EMENDAMENTI ALLA MANOVRA FINANZIARIA

SINTESI DELLA CONFERENZA STAMPA
“PRESENTAZIONE DEGLI EMENDAMENTI ALLA MANOVRA FINANZIARIA
E DELLE INIZIATIVE POLITICO-PARLAMENTARI DEI RADICALI
PER CONTRASTARE E SUPERARE LA CRISI”
Roma, martedì 22 giugno 2010, ore 11:30

Hanno preso parte: Emma Bonino, Vicepresidente del Senato, Mario Staderini, Segretario di Radicali italiani, Michele De Lucia, Tesoriere di Radicali italiani, Marco Beltrandi, deputato radicale


Dal lavoro al welfare, dalle pensioni alle liberalizzazioni, anche il primo decennio degli anni Duemila è trascorso – con la sola, incompiuta eccezione della legge Biagi – senza quelle riforme strutturali di cui il Paese ha bisogno per interrompere quel che a non pochi appare ed è temuto come uno strutturale, istituzionale degrado o almeno declino. Un declino che per ogni individuo si traduce in minore libertà e responsabilità, e per i più in maggiore povertà, in minore benessere. Le ideologie hanno continuato ad essere alibi all’ombra dei quali hanno ripreso “naturalmente” a regnare corporativismi, assistenzialismi, rendite di posizione, capitalismi – di Stato e privati – inquinati dai conflitti d’interesse e drogati dalla spesa pubblica clientelare. Ci si è lasciati governare da fatti e misfatti, invece di governarli. Si sono creati dei tabù e li si è usati come alibi per negare la stessa esistenza di problemi evidentissimi da quasi un mezzo secolo, come nel caso delle pensioni.
La manovra finanziaria presentata dal governo prosegue, purtroppo, lungo questa traccia: nessuna misura strutturale, tagli lineari, interventi emergenziali, settoriali o a colpi di “una tantum”. Misure inique, dunque, dall’efficacia limitata, ma soprattutto senza alcuna prospettiva, per il nostro Paese, di riforme, crescita, sviluppo. Per distribuire ricchezza, bisogna prima produrla; in caso contrario, si distribuisce solo povertà, se non – addirittura – miseria.
Le iniziative politico-parlamentari promosse dai radicali ribaltano l’impostazione della partitocrazia, andando ad incidere in modo strutturale proprio in quei settori che i conflitti di interessi, i veti incrociati, le difese di rendite di posizione corporative hanno ormai condotto alla disastrosa condizione attuale.

PENSIONI E WELFARE

PENSIONI E SISTEMA DI WELFARE UNIVERSALISTICO
Si riprende la proposta di equiparazione/innalzamento dell’età pensionabile; in particolare si richiede:
        Aumento del requisito anagrafico richiesto per la pensione di anzianità e sua parificazione per la pensione di vecchiaia delle lavoratrici. Sostegno del reddito, formazione e reinserimento nel mercato del lavoro dei soggetti disoccupati
        Nella fattispecie si propone l’innalzamento a 62 anni a decorrere dal 1° gennaio 2012, a 63 anni a decorrere dal 1° gennaio 2014, a 64 anni a decorrere dal 1° gennaio 2016 e a 65 anni a decorrere dal 1° gennaio 2018.
Si prevede che i risparmi conseguenti siano vincolati “all’istituzione di uno strumento unico indirizzato al sostegno del reddito, alla formazione e al reinserimento nel mercato del lavoro dei soggetti disoccupati senza distinzione di qualifica, appartenenza settoriale, dimensione di impresa e tipologia di contratti di lavoro.”
 

EQUIPARAZIONE ETĂ€ PENSIONABILE DONNE
        Recepimento della sentenza della Corte di Giustizia Europea  sul pensionamento di vecchiaia delle donne nella gestione Inpdap
        A decorrere dal 1° Gennaio 2011, l’età per l’accesso al pensionamento di vecchiaia delle donne iscritte alla gestione lavoratori dipendenti del settore pubblico presso l’Inpdap è innalzata ad anni 61. La stessa età è ulteriormente innalzata ad anni 65 con decorrenza 1° Gennaio 2012 (come richiesto dalla Commissione europea dopo sollecito e bocciatura della proposta Sacconi/Brunetta di equiparazione proposta tra la fine del 2009 e inizio 2010).

Viene inoltre richiesto:
        Che i risparmi di spesa per l’Erario derivanti dalla progressiva equiparazione dell’età di pensionamento di vecchiaia tra donne e uomini siano attestati dal Nucleo di Valutazione della Spesa Previdenziale, supportato dalla Ragioneria Generale dello Stato. (visto anche il balletto delle cifre finalmente affermate pubblicamente da Brunetta grazie all’articolo Bonino/Manieri apparso sul Sole 24 ore della scorsa settimana)

( I risparmi  si attesterebbero, secondo affermazioni del Ministro Brunetta, complessivamente a  un totale di 3,750 milioni. A regime poi, si continuerà a risparmiare 242 milioni all’anno) 
Tali risparmi sono, anno per anno, vincolati al finanziamento delle misure a favore della conciliazione tra vita familiare e attivitĂ  lavorativa per le donne.

VOUCHER UNIVERSALI (CESU)

I voucher rivoluzionano il concetto di servizi di cura e assistenza e la platea cui essi vengono offerti. Indifferentemente a pubblico e privato, senza distinzione di reddito, e soprattutto con grandi vantaggi per la riemersione del lavoro nero legato ai servizi di cura e assistenza a bambini ed anziani che molto spesso riguarda la popolazione immigrata nel nostro paese.
“Il pregio maggiore dei CESU sta nella sua capacità di rivolgersi a tutte le famiglie, a prescindere dal reddito, e di mobilitare e responsabilizzare, sulla base del principio della sussidiarietà, molteplici risorse private, del settore sociale, delle imprese e anche del settore pubblico per creare un mercato dei servizi alla persona moderno, trasparente e basato sulla possibilità delle famiglie di scegliere liberamente i servizi che meglio si adattano alle proprie esigenze, riducendo così i costi burocratici e le inefficienze pubbliche. Il successo di questi “voucher” deriva in gran parte dalla possibilità per le famiglie di pagare i servizi alla persona a un costo inferiore di quello praticato dal mercato nero e dai vantaggi, non solo economici, degli altri soggetti della filiera che possono mobilitare risorse aggiuntive a quelle pubbliche, per esempio le imprese che sono incentivate a cofinanziare i voucher a favore dei propri dipendenti.
A fronte di  una spesa pubblica per coprire la differenza fra costo in nero e in chiaro dei servizi alla persona stimato in 300 milioni all’anno, si otterrebbe, come è successo in Francia, una emersione poderosa del sommerso (il voucher può essere utilizzato solo con contratti regolari) che, come abbiamo stimato, porterebbe nelle casse dell’Inps almeno 1,3 miliardi all’anno di contributi sociali aggiuntivi e in quello dello Stato entrate altrettanto consistenti per l’emersione di nuovi contribuenti. “
Le rassicurazioni del governo e dello stesso Brunetta avvenute anche a mezzo stampa non rassicurano del tutto, poiché si parla di un protocollo di intesa (tra Carfagna e Giovanardi, ITALIA 2020) che vincola al momento una cifra di 40 milioni di euro  per generici voucher da spendere in ludoteche e nido aziendali (non in cima alle priorità perché poco incidono sulle donne fuori dal mercato del lavoro, al contrario dei cesu)
La cifra cui il Ministro fa riferimento è circa 7 volte inferiore alla media dei risparmi derivanti dall’equiparazione dell’età pensionabile. Noi chiederemo che tutti i risparmi vengano interamente vincolati a welfare e voucher. I cesu consentirebbero ulteriori risparmi che si andrebbero a sommare a quelli derivanti dalla misura di equiparazione. Otterremmo così un tesoretto costante e crescente per una piccola rivoluzione rosa nel nostro paese.
 

ISAE ISTITUTO DI STUDI E ANALISI ECONOMICA
L'ISAE è un ente pubblico di ricerca che svolge principalmente analisi e studi a supporto delle decisioni di politica economica e sociale del Governo, del Parlamento e delle Pubbliche Amministrazioni. L'ISAE effettua, anche attraverso accordi e convenzioni con soggetti pubblici e privati, indagini presso imprese e famiglie, previsioni macroeconomiche, analisi nazionali ed internazionali e studi di macro e microeconomia della finanza pubblica. Vengono esaminate inoltre le politiche economiche di regolamentazione e le tematiche ambientali.
I tagli su ricerca pubblica e sistemi di controllo indipendentI vanno contro le tendenze europee e contro il buon senso, a fronte, per quanto concerne l’ISAE stesso, di un risparmio del solo stipendio del Presidente Isae pari a poco meno di 200 mila di euro annui. In più il decreto di Tremonti prevede il passaggio del personale dell'ISAE al MEF, inficiando in questo modo qualsiasi requisito di terzietà per un ente pubblico che debba vigilare e valutare le politiche economiche del Governo e fare analisi complessive. Il trasferimento dei ricercatori e del personale al MEF sì che renderebbe la spesa “inutile”, inefficace ed inefficiente, rispetto al ruolo di indipendenza che si chiede a istituti di ricerca “watchdog”, specie in periodi così delicati per l’economia italiana/ internazionale e per il bilancio pubblico;
L’emendamento radicale va verso una “riduzione” del danno da una parte e anzi verso una “promozione” dell’ISAE che dipenderebbe a partire dal 2011 dal Parlamento (secondo anche una proposta Baldassarri e un modello molto americano come il Congress Budget Office).

LIBERALIZZAZIONI
Monopolio INAIL: si propone la riforma del sistema di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali. Si liberalizza il settore, mantenendo l’obbligatorietà dell’assicurazione come previsto dalla Costituzione, ma aprendo il mercato alle imprese assicuratrici private
Fondazioni bancarie e banche: Con due emendamenti si stabiliscono due principi:
A)        si attua una previsione legislativa del 1999, chiedendo l’istituzione effettiva di un’agenzia di controllo delle fondazioni bancarie, a cui si attribuiscono effettivi poteri di controllo e  compiti di liberalizzazione del sistema bancario. L’emendamento mira ad avviare un processo di riforma che superi il ricorso al modello della fondazione quale strumento improprio di freno alla contendibilità proprietaria degli intermediari finanziari italiani, al fine di superare la concentrazione, quindi liberalizzare il settore bancario.
B)        si reintroduce una norma del Testo unico bancario con cui si ripristina per le banche  il divieto di impresa (per partecipazioni rilevanti),   nel settore non bancario e negli altri settori non finanziari. Si vuole limitare il fenomeno di partecipazioni incrociate tra banche e imprese
Rete gas: Si introduce nel settore del gas una separazione proprietaria delle aziende che gestiscono monopoli tecnici (reti) da quelle che si occupano di libere attività in competizione.  Si prevede la progressiva separazione proprietaria di ENI Spa da Snam Rete Gas Spa e Stogit Spa, favorendo una effettiva concorrenza tra le imprese di distribuzione.
Libri:  si consente  al rivenditore di libri al dettaglio di praticare uno sconto, rispetto al prezzo di copertina, superiore al 15% nei 20 mesi successivi  all’immissione in commercio del libro.
Giornali: si completa la liberalizzazione della vendita di quotidiani e periodici, estendendo anche a tali categorie di beni i principi introdotti in via generale dal decreto-legge Bersani per il commercio
Vendite sottocosto: si abrogano le norme che vietano o limitano fortemente le vendite sottocosto. Sono attualmente vietate le  vendite sottocosto ai grandi gruppi commerciali. I piccoli esercizi commerciali possono effettuarle per un massimo di 3 volte l’anno, per una durata massima di 10 giorni ciascuna, con un intervallo minimo di 20 giorni tra due vendite sottocosto successive.
Sale cinematografiche: si  sottrae alla Regione il potere monopolistico di programmare discrezionalmente l’apertura di nuove sale cinematografiche.
Professioni e abolizione del valore legale del titolo di studi: riprendendo l’analisi einaudiana, si propone l’abolizione che genera inefficienza, sprechi e privilegi. Il valore legale del titolo di studio, rende inefficiente la società perché, ad es. nel  settore pubblico e in quello  degli ordini professionali (le odierne corporazioni medievali), esiste il fenomeno dell’avanzamento di carriera, che è automaticamente concesso a seguito dell’ottenimento di un titolo di studio universitario. Ciò accade perché il titolo di studio è importante non tanto per aggiungere  valore alla formazione dell’individuo, ma perché permette di acquisire uno status superiore nell’organizzazione.

COSTI DELLA POLITICA
Finanziamento pubblico ai partiti:  si anticipa al 1 gennaio 2011  la riduzione del 10% del finanziamento pubblico ai partiti, dal governo previsti solo a partire dalle prossime legislature europee, nazionali e regionali

Entità del rimborso: si introduce un comma aggiuntivo che commisuri il rimborso elettorale non ad una somma forfettaria, 1 € meno il 10% distribuito in proporzione tra tutti, i ma alle sole spese effettivamente sostenute da ogni partito.

 

RISPARMI P.A. e FREE SOFTWARE


Con i due emendamenti si mira a :
a)        introdurre nell’ordinamento la definizione di software libero e codice sorgente aperto.
b)        far utilizzare, ogni volta possibile, programmi gratuiti, creando l’onere per la p.a. di argomentare  la eventuale  necessità di acquisto di software a pagamento.
EMERSIONE E LEGALIZZAZIONE DEL LAVORO SOMMERSO E AUMENTO DEL GETTITO FISCALE
Si vuole risolvere la condizione di quei cittadini non comunitari che nel 2007 avanzarono domanda di nulla osta secondo i criteri e le modalità previste nel cosiddetto «decreto flussi». Essi sono centinaia di migliaia, ed il rispetto della legge da parte delle autorità di sicurezza consentirebbe anche un’importante recupero del gettito fiscale, derivato dalle regolarizzazione dei rapporti di lavoro sino ad ora “in nero”, oltre che al rispetto dello Stato di diritto.
SERVIZI PUBBLICI LOCALI
Comuni e società municipalizzate: Innalzamento del n. di abitanti previsti dal Governo (30.000 divengono 100.000, mentre 50.000 si innalzano a 200.000) dei comuni che non possono creare nuovo società comunali per l’erogazione di servizi municipali. I comuni non possono costituire società aventi per oggetto attività di produzione di beni e di servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle proprie finalità istituzionali, né assumere o mantenere direttamente partecipazioni, anche di minoranza, in tali società

Giurisprudenza UE e società municipalizzate: Con un emendamento si recepiscono sentenze della Corte di Giustizia (2006) che ha condannato l’Italia per non aver recuperato gli aiuti illegittimi concessi alle ex-municipalizzate nei primi anni ’90, (esenzione triennale dalle imposte sul reddito delle società IRPEG e ILOR e  dei mutui concessi a tassi agevolati dalla cassa depositi e prestiti), che fonda la decisione  della condanna. Le somme saranno recuperate prevedendo  una rateizzazione nella restituzione delle somme a favore delle società che si impegnano a dismettere partecipazioni pubbliche.

 

RAZIONALIZZAZIONE TRASFERIMENTI FINANZIARI

Sono stati presentati 2 emendamenti:
1) con il primo sono esclusi i dividendi delle partecipate per rendere vincolanti i saldi di bilancio. Si esclude dalla base di calcolo le entrate da dividendi derivanti da partecipazioni azionarie degli enti locali in società aventi per oggetto sociale lo svolgimento dei servizi pubblici locali. Escludendo tale tipologia di entrate, al fine di assicurare il rispetto dei saldi l’ente dovrà pertanto individuare altre entrate o contrarre le proprie spese.
2) con il secondo emendamento si modifica il sistema di  trasferimento agli enti locali, ridotti in misura pari ai dividendi derivanti da partecipazione azionari degli enti locali in società partecipate. Si modificano le norme della legge finanziaria in materia di trasferimenti erariali agli enti locali, prevedendo che questi vengano ridotti in misura pari ai dividendi derivanti dalla partecipazione in società aventi per oggetto sociale lo svolgimento di servizi pubblici locali”.

 

STATO DI DIRITTO:TASSE E TRIBUTI

1) Si abroga il termine massimo di centocinquanta giorni di efficacia della sospensione eventualmente concessa dal giudice tributario per incentivare la rapida trattazione delle cause perché la sospensione breve non salva chi fa ricorso poiché la durata media di una causa è di circa due anni. Conseguenza della previsione governativa:l'avvio di un contenzioso tributario renderà quasi sempre inevitabile versare prima alle Entrate le somme contestate. Prima paghi e poi si discute. Solve et repete. Se passasse la proposta governativa, si avrebbe mediamente in un caso su tre in cui il contribuente dovrà sottostare all'atto esecutivo e pagare quanto preteso, salvo poi dover avviare, a vittoria acquisita, un'azione di recupero nei confronti del Fisco scontando i tempi non certo brevissimi dei rimborsi.

2) Il Governo ha emanato una norma interpretativa che afferma la natura non tributaria della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani. La questione della natura tributaria piuttosto che "corrispettivo per il servizio di raccolta, recupero e smaltimento dei rifiuti solidi urbani" della Tariffa di Igiene Urbana. La natura del pagamento è stata oggetto di diverse e talora contrastanti pronunce giurisdizionali, oltre che di differenti interpretazioni dottrinali. Da ultimo si è pronunciata la Corte Costituzionale (sentenza n. 238 del 2009) che le ha riconosciuto natura tributaria, non rilevando "né la formale denominazione di «tariffa», né la sua alternatività rispetto alla TARSU, né la possibilità di riscuoterla mediante ruolo". La Corte costituzionale - nell'indicare i criteri cui far riferimento per qualificare come tributari alcuni prelievi ha affermato che essi sono indipendenti dal nomen iuris utilizzato. E’ una norma incostituzionale.

 

FISCALITĂ€ AMBIENTALE, TUTELA AREE PROTETTE
ED URBANISTICA


A) FISCALITA’ AMBIENTALE

Gli emendamenti presentati riguardano:
1) Imposta ecologica sui consumi energetici;
2) Tassa sulle installazioni off-shore;
3) Revisione del sistema di incentivazione a fonti eoliche.
La tassazione ambientale in Italia ha raggiunto il minimo storico degli ultimi decenni. In rapporto al Pil, l'Italia mostra la massima riduzione della tassazione ambientale in tutta l'Unione europea nonostante l'intensità energetica sia rimasta pressoché invariata (a differenza degli altri paesi europei). Cresce invece il carico fiscale sui redditi da lavoro. Occorre avviare un riequilibrio introducendo imposte ecologiche che vadano ad alleggerire il carico fiscale sul lavoro. Quanto alla dipendenza da combustibili fossili e a fronte della catastrofe ambientale che ha colpito la Louisiana è introdotta una imposizione sull’attività estrattiva off-shore destinata alla costituzione di un fondo pubblico di garanzia in grado di intervenire nelle emergenze e fino a che le responsabilità legali e relativi danni non vengano stabiliti dai tribunali. Al contempo si ritiene necessario rivedere il sistema di incentivazione all’eolico, la cui eccessiva remunerazione, sta creando gravi distorsioni all’intero sistema produttivo e distributivo d’energia.

 

B) TUTELA AREE PROTETTE

A riprova della totale assenza di una sensibilità ambientale, la manovra prevede tagli alle risorse destinate alla tutela delle aree protette. Tutto questo viene proposto nell’anno mondiale della biodiversità. Riteniamo necessario ripristinare le risorse in oggetto. 

 

C) URBANISTICA

La manovra prevede alcune gravi disposizioni in materia urbanistica. Tra queste sicuramente la possibilità per il Comune di Roma di applicare una tassazione sull’incremento del valore degli immobili derivante da modifiche delle destinazioni urbanistiche per utilizzare il gettito a fini di spesa corrente. Si tratta dell’ennesimo utilizzo del piano urbanistico per motivi di cassa. La manovra del Governo prevede inoltre, in contrasto con la Costituzione, di attribuire al Consiglio dei Ministri un potere sostitutivo nei casi di dissenso con le Regioni o le Province autonome interessate in materia concorrente o ripartita. Se ne propone di conseguenza la soppressione.





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