Roma, 21 luglio 2010 - "Prima la mancata riforma forense, poi le quote latte, oggi la tariffa minima garantita a favore del comparto del trasporto su gomma: l'Italia corporativa e protezionista, attraverso questo governo e la sua maggioranza, ha mostrato in queste settimane la sua faccia peggiore. Un governo non solo illiberale ma anche pasticcione, che coinvolge il Parlamento in procedure discutibili quanto all'ammissibilità di emendamenti e alla valutazione dei presupposti costituzionali, forzature che vengono attuate in questa legislatura in maniera sempre più sistematica e generalizzata, relegando così il ruolo dell'opposizione a quello di mera testimonianza." Questo il giudizio dei senatori radicali del gruppo Pd sull'emendamento in materia di autotrasporto presentato dal governo nell'ambito della conversione in legge del decreto-legge cosiddetto "Tirrenia". Come ha sottolineato il Senatore Marco Perduca nel suo intervento in aula stamattina "Questo governo, che si professa liberale, non è riuscito a proiettare un minimo di idea su che cosa s'intenda fare in materia di liberalizzazioni, di libero commercio e anche di contrattazione."
Per i senatori radicali, sugli inconvenienti di un vecchio arnese come la tariffa minima di legge, ha detto tutto e meglio il Presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà , qualche giorno fa: "il Parlamento farebbe bene a non convertire il decreto legge perché non tiene conto delle ragioni del mercato, e c'è il rischio che altre categorie chiedano lo stesso privilegio, ai danni della concorrenza e dei consumatori". Come pure la Confindustria che ha definito questo sistema para-tariffario "un freno alla libertà negoziale delle imprese, in chiave anti-concorrenziale". Â
"E certamente Bruxelles rincarerà la dose", sostiene Emma Bonino, vice presidente del Senato, "perché sostenere che ci sia una differenza tra costi minimi e tariffe minime è questione di lana caprina: se i costi minimi vengono interpretati come tariffe minime a tutti gli effetti, come sostiene il governo, sarà difficile dire di no ad altre categorie professionali, dagli idraulici agli elettricisti. La verità è che in Italia, nonostante anni di incentivi, l'offerta dell'autotrasporto è male attrezzata, incapace di crescere e di investire in innovazione e tecnologia, nonché altamente frammentata, mentre nel resto d'Europa esistono operatori di logistica solidi, non a conduzione familiare - i cosiddetti "padroncini" - come da noi, ma vere e proprie società per azioni in grado di offrire costi più bassi in virtù della maggiore efficienza. "
Per la leader radicale "Il Sole 24 Ore non ha torto quando parla di "tentazioni cilene" riferendosi alle scelta del governo di continuare a pagare cambiali in bianco con pesanti sovvenzioni pubbliche (720,2 milioni di euro nel solo 2009!), "drogando" un sistema inefficiente che permette a molte imprese di rimanere in vita solo grazie agli aiuti."
Secondo i parlamentari radicali il rilancio del comparto può avvenire solo su basi competitive ed imprenditoriali, assieme al varo della tanto attesa legge sulla concorrenza che recepisca davvero le segnalazioni delle autorità Antitrust nazionale ed europea.Â