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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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AFGHANISTAN/BONINO: "URGENTE PERSEGUIRE SOLUZIONI NON CONVENZIONALI IN CONTESTO REGIONALE"

Roma, 13 ottobre 2010, Stralci dell'intervento in Aula di Emma Bonino, Vice Presidente del Senato, in occasione dell'informativa del Ministro La Russa sull'Afghanistan


"I soldati sovietici dell'Armata Rossa, impantanata per dieci anni in Afghanistan, chiamavano dukhis, che in russo vuol dire "fantasmi", i mujahedin. Già allora avevano capito come si trattasse di una situazione totalmente non convenzionale. Ricordo questo a beneficio di chiunque pensi ancora che una vittoria militare in Afghanistan sia possibile. Da questo punto di vista, conoscendo un pò la zona, francamente non ricordo né snodi ferroviari né grandi ponti, né depositi di armi da distruggere con bombe da 10.000 metri. L'utilità delle bombe, più o meno intelligenti, dunque mi sfugge.

Concordo con il fatto che la cosa più importante è l'interrelazione con le popolazioni locali perché finisce per essere la nostra «protezione». Rimane il fatto che sembra, in generale, che si faccia e si voglia fare esattamente l'opposto. Vorrei ricordare a tutti l'episodio di Kunduz, occorso nel settembre 2009, quando, nel corso di un raid compiuto da aerei F15 americani su richiesta del comando locale tedesco, furono sganciate delle bombe su due autocisterne piene di benzina provocando una strage di civili.
Questa non è l'interrelazione con le popolazioni che serve anche per la protezione dei nostri militari. Cerchiamo di capire, invece, quale tipo di interrelazione possa risultare utile alle popolazioni e, dunque, garantire stabilizzazione e successivo disimpegno.

Innanzitutto, penso dovremmo smettere di comunicare le date del disimpegno perché è vero che possono tranquillizzare l'opinione pubblica italiana, ma diventano note anche agli avversari. Dunque, credo sia opportuno evitare di comunicare tempistiche varie.

E poiché non è una situazione convenzionale, anche in questo caso occorrono soluzioni, probabilmente, non convenzionali ed un po' innovative. Non va dimenticato che i talebani  dispongono di finanziamenti infiniti che provengono dal traffico di oppio. A tal proposito, non mi stancherò mai di ripetere l'inutilità di cercare di convincere i contadini a passare alle colture alternative, come lo zafferano, che nessuno comprerebbe: abbiate pietà, pietà del buon senso e dell'intelligenza di quelle popolazioni. Forse, superando una serie di pregiudizi, come si è fatto in Turchia, in Australia ed in Spagna, si potrebbe comprare l'oppio da trasformare in morfina per il mercato legale, di cui c'è gran bisogno nel mondo.

Quanto poi alla dimensione politica, sostengo da sempre che, non essendoci soluzione militare, l'unica soluzione è una soluzione regionale perché, tra le varie cose, questo Paese è anche circondato da vicini malevoli: un Pakistan che fa il triplo gioco, un Iran che non si capisce bene, eccetera. Da questo punto di vista, credo che la riunione dei 45 inviati speciali che si terrà lunedì possa rappresentare la speranza di trovare finalmente un contesto regionale perché l'Afghanistan non si stabilizza dall'interno: non possiamo pensare che basta entrare, chiudere le porte dal di dentro e buttare le chiavi. Mi auguro che questa sia la soluzione politica verso cui ci si avvii con qualche determinazione."





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