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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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NESSUNO TOCCHI TAREK AZIZ: MOZIONE BIPARTISAN DEPOSITATA AL SENATO

27 ottobre 2010

Bonino, Dini, Marini, Viespoli, D'Alia, Belisario, Tonini, Marcenaro, Poli Bortone, Compagna, Perduca, Poretti, Soliani

Il Senato, 

premesso che: 

il 26 ottobre 2010, l'ex vice Presidente iracheno Tareq Aziz - insieme all'ex Ministro dell'interno, Saadun Shaker, e all'ex segretario personale di Saddam Hussein, Abdel Hamid Hamud, è stato condannato a morte dall'Alta corte penale di Baghdad mediante impiccagione; 

la sentenza riguarda uno dei sette processi nei quali Tareq Aziz è imputato, quello relativo alla campagna avviata dal regime di Saddam Hussein negli anni Ottanta contro i partiti politici sciiti filo-iraniani, che in quegli anni vide eseguire una serie di arresti e di condanne a morte nei confronti dei principali esponenti sciiti; 

considerato che:

non può esservi impunità per i crimini compiuti dal deposto regime iracheno e i crimini di cui Tareq Aziz è imputato insieme ad altri rappresentano gravi e sistematiche violazioni dei diritti umani e del diritto umanitario internazionale;

ciò nonostante il sistema penale iracheno, nel suo insieme, non può non tener conto degli standard di giustizia internazionali e, in particolare, dei principi fissati per i tribunali e le corti penali internazionali, i quali escludono il ricorso alla pena di morte per crimini di guerra, genocidio e crimini contro l'umanità; 

il processo nei confronti di Tareq Aziz e degli altri suoi coimputati non pare esser stato condotto nel pieno rispetto di tutte le garanzie internazionalmente riconosciute di imparzialit√† e equit√†, apparendo invece l'azione giudiziaria pi√Ļ come la giustizia dei vincitori sui vinti o la vendetta delle vittime nei confronti del loro carnefice;

nel luglio 2008, proprio contro la paventata condanna a morte di Tareq Aziz, centinaia di parlamentari di tutti gli schieramenti politici, premi Nobel e personalità di tutto il mondo avevano sottoscritto l'appello internazionale "Moratoria universale sulla pena di morte, anche per Tareq Aziz" promosso da "Nessuno Tocchi Caino" e dal Partito Radicale Nonviolento, Transnazionale e Transpartito per chiedere la difesa del diritto e della verità, della legalità e della giustizia in Iraq;

nel succitato appello internazionale veniva esplicitamente sottolineato che "evitare la condanna a morte e l'esecuzione di Tareq Aziz, che rischiano di avvenire senza che vi sia stato un processo degno di questo nome, potrebbe segnare una evidente soluzione di continuità rispetto a metodi e pratiche in voga ai tempi di Saddam, oltre che assicurare verità e giustizia a tutte le vittime del suo regime, non solo quelle per cui Aziz è oggi sotto processo"; 

per aiutare nella ricostruzione della verità storica sulle responsabilità del regime e sugli accadimenti che hanno caratterizzato la storia irachena fino alla guerra appare di fondamentale importanza garantire la vita a un testimone chiave quale l'ex vice-Presidente iracheno; 

impiccando un altro testimone eccellente, l'Iraq rischierebbe di ripetere il tragico errore gi√† commesso con Saddam Hussein, impedendo l'accertamento della verit√†, che costituisce un diritto fondamentale e un interesse inalienabile della collettivit√† umana, diritto tanto pi√Ļ prezioso se si considera l'elevato prezzo pagato in termini di vite umane e sofferenze in Iraq;

su questi obiettivi, dal 2 ottobre 2010, Marco Pannella ha ripreso il suo Satyagraha con uno sciopero della fame che, il 26 ottobre, alla notizia della condanna a morte di Tareq Aziz, è divenuto anche della sete perché non si passi alla sua esecuzione,

impegna il Governo:

ad intervenire con urgenza nei confronti delle autorità irachene perché sia evitata l'esecuzione di Tareq Aziz e dei suoi coimputati, coerentemente con la straordinaria iniziativa nonviolenta, parlamentare, istituzionale e di opinione pubblica che il 18 dicembre 2007 ha portato allo storico risultato dell'approvazione della "Moratoria universale della pena di morte" da parte dell'Assemblea generale dell'ONU;

a farsi promotore presso i partner europei di una formale richiesta alle autorit√† irachene di reintrodurre la moratoria sulla pena di morte stabilita in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein, al fine di rafforzare il completamento della transizione democratica dell'Iraq secondo i principi di uno Stato di diritto che rispetta i pi√Ļ alti standard della giustizia internazionale.

 





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