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UN'EUROPA "LIGHT" FA SCUOLA L'IDEA DI EMMA BONINO

La Stampa - 8 dicembre 2010

Schmidt: serve più unione, però mancano i leader. Delors: vanno coordinate le politiche economiche

di Luigi Grassa

Crisi non è sinonimo di disastro, crisi è una fase di passaggio, magari verso qualcosa di meglio, e potrebbe essere così anche per l'Europa, che dalle attuali turbolenze può sentirsi spinta a colmare il divario fra una moneta comune realizzata e strutture politiche ancora evanescenti, dotandosi di un vera Unione.

Alla proposta di Emma Bonino, che ieri è intervenuta in tal senso sulla Stampa, si sono aggiunti su Le Monde i ragionamenti del tedesco Helmut Schmidt e dal francese Jacques Delors, due padri dell'Ue così com'è.  «Unità politica» spiega Emma Bonino «vuol dire avere, oltre a una Banca centrale, un Tesoro che amministra un bilancio federale». L'idea non è un super-Stato ma «una federazione leggera che assorba non più del 5% del Pil europeo».

Il belga Guy Verhofstadt, presidente dei gruppo liberale al Parlamento europeo, dice che «l'idea è buona ma nel lungo periodo. Nel breve, si può cambiare la forma di raccolta delle risorse proprie dell'Ue. Ossia convertire i contributi nazionali in contributi diretti». Una rivoluzione? No, secondo Verhofstadt «si tratterebbe di una manovra semplice, se ci fosse la volontà politica, perché non implica nemmeno una modifica dei Trattati, ma solo la loro applicazione».

Il capo delegazione dei Pdl all'Europarlamento, Mario Mauro, commenta che la Bonino «analizza in modo condivisibile il cuore dei problemi». Aggiunge però che la maggiore unità auspicata «non si trova attraverso accordi di palazzo, si deve cercare nel massimo coinvolgimento dei cittadini. Il Parlamento europeo è l'istituzione che ha meglio compreso questo deficit e che più sollecita l'esecutivo di Bruxelles».

David Sassoli, presidente della delegazione del Pd, definisce «coraggiosa e suggestiva» l'idea della Bonino, dice che «la federazione leggera è quanto in altri termini il Parlamento europeo ha espresso negli ultimi mesi» e aggiunge che «quando noi abbiamo proposto l'emissione degli eurobond per finanziare le infrastrutture chiedevamo proprio quello che Emma Bonino chiede: maggior governo dell`Europa». Sempre per il Pd, Gianni Pittella, che dell'Europarlamento è vicepresidente, «Emma propone suggerimenti affascinati ma che riguardano un futuro non prossimo, mentre noi abbiamo bisogni di risposte immediate, come il varo di un programma per la crescita da finanziare con l'emissione di eurobond».

Per Claudio Morganti (Lega Nord) «l'Unione europea continuerà a sopravvivere solo se riuscirà a darsi una struttura federale. Finora l'Europa si è comportata in modo eccessivamente burocratico nei confronti degli Stati membri, influendo sui loro governi attraverso direttive che molto spesso hanno portato svantaggi».

Ieri a Le Monde l'ex cancelliere tedesco Helmut Schmidt ha detto che lo iato fra moneta comune che già esiste e unione politica che latita viene spesso citato da «reazionari ostili all`integrazione», secondo i quali, visto che l'unione politica non c'è, tanto vale disfare anche l'euro; e invece, secondo Schmidt, va fatto il contrario, cioè va completata l'unione, «però l'Europa e i suoi Stati mancano di leader adeguati».

Sullo stesso giornale l'ex presidente della Commissione europea Jacques Delors dice che «l'euro ci ha portato stabilità, ma non ha stimolato la crescita perché non è stato creato il coordinamento fra le economie che era stato previsto». Adesso bisogna perseguire «la costruzione europea, ma senza ulteriori cessioni di sovranità, visto che nessuno le vuole». La quadratura del cerchio potrebbe essere la «federazione leggera» di Emma Bonino.







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