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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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LIBIA/BONINO: "L'ITALIA DEVE UNILATERALMENTE SOSPENDERE IL TRATTATO DI AMICIZIA ITALO-LIBICO"

Roma, 22 febbraio 2011

Dichiarazione di Emma Bonino, Vice Presidente del Senato 

In relazione alle ultime tragiche notizie provenienti dalla Libia, Emma Bonino, Vice Presidente del Senato, ha dichiarato che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, attualmente in riunione a New York, "deve riconoscere che l'attacco massiccio e sistematico sui civili costituisce una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale e, conseguentemente, in base al Capitolo VII della Carta, deve prendere le misure necessarie per proteggere la popolazione, a cominciare dall'istituzione di una no-fly zone per fronteggiare il pericolo dei raid aerei. Gli attacchi indiscriminati contro la popolazione civile e il numero già elevatissimo di vittime costituiscono, come ha già anticipato l'Alto Commissario Onu per i diritti umani, un crimine contro l'umanità, e per questo un'inchiesta internazionale indipendente deve essere istituita al più presto affinché Gheddhafi e gli altri membri del regime rendano conto delle loro responsabilità. I paesi vicini su entrambe le sponde del mediterraneo", ha proseguito la leader radicale, "devono cooperare per mettere in atto ogni misura necessaria per interrompere la violenta repressione contro la popolazione civile. In questo contesto non si capisce come possa rimanere in vigore il Trattato di amicizia italo-libico del 2008. Ritengo doveroso che l'Italia sospenda immediatamente ed unilateralmente il Trattato che, tra l'altro, sancendo il principio di non interferenza negli affari interni della controparte, lega le mani all'Italia nel prestare soccorso alla popolazione civile e nel contribuire alle azioni concertate a livello europeo ed internazionale per favorire l'avvio di un processo di transizione verso lo stato di diritto e la democrazia. A maggior ragione", ha concluso Emma Bonino,"se Gheddafi dovesse applicare alla lettera la minaccia di combattere "fino all'ultimo uomo, l'ultima donna, l'ultima pallottola", come annunciato dal figlio, ed attuare la strategia che prevederebbe la cessione temporanea della Cirenaica per poi, da Tripoli, muoversi contro le forze anti-governative città per città."





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