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PENSIONI: SCIPPATI ALLE DONNE I 4 MILIARDI DERIVANTI DALL’AUMENTO DELL’ETÀ PENSIONABILE

Pari o Dispare: istituito un Comitato di Garanti per vigilare sull’uso delle risorse


Roma, 4 maggio 2011 - Dove sono finiti i fondi derivanti dall’equiparazione dell’età pensionabile delle donne nel pubblico impiego e destinati a misure di conciliazione e non autosufficienza? Nel Piano Nazionale di Riforma, che verrà presentato a Bruxelles e nel DEF del Governo, in discussione in questi giorni, di quei fondi non c’è più traccia. 

La Legge di Stabilità 2011 sembra destinare i primi risparmi derivanti da quella misura a ripianare i debiti dei Comuni e i buchi nella Sanità. Dunque, a fronte di 4 miliardi di risparmi disponibili, ripartiti su dieci anni, per le misure di conciliazione siano stati stanziati solo 40 milioni di euro. Il Governo ha quindi già deciso che quelle risorse non saranno destinate né agli asili nido, né a misure per favorire l’occupazione femminile. 

“Parlamento e Governo avevano disposto che i risparmi derivanti dall’aumento dell’età pensionabile delle donne confluissero nel fondo strategico per il Paese e che fossero destinati a sostegno della non autosufficienza e all'esigenza di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare delle lavoratrici, cioè alle donne”, ha ricordato la vice presidente del Senato, Emma Bonino, intervenendo oggi in conferenza stampa al Senato. “E invece serviranno a tutt’altro”. 

Dopo la Finanziaria 2010, che aveva sottratto da quel fondo 120 milioni per il settore sanitario, la legge di stabilità 2011 ha sfilato altri 242 milioni per attività che con la conciliazione non hanno nulla a che fare. Infine, il Programma Nazionale di Riforma (PNR), che verrà presentato a Bruxelles e che prevede interventi a favore della conciliazione tra vita lavorativa e familiare, non cita il Fondo né fa menzione del vincolo di destinazione delle risorse contenuto nella legge che lo ha istituito. 

Per tenere d’occhio le risorse del Fondo si è deciso di istituire un Comitato Garanti, composto da personalità competenti e autorevoli. Hanno fino ad ora aderito al Comitato la Vicepresidente del Senato Emma Bonino, il Senatore Pietro Ichino, la Deputata Linda Lanzillotta, il  Prof . Roberto Artoni, la  Prof.ssa Elsa Fornero. 

“Occorre impedire che il Governo continui a distrarre risorse che la legge destina alle politiche sociali e familiari e all’esigenza di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare delle lavoratrici”, ha commentato Cristina Molinari, presidente del comitato Pari o Dispare. “Per questo chiediamo con una risoluzione bipartisan, presentata alla Camera a conclusione del dibattito sul DEF, alcune spiegazioni e impegni del Governo”. In particolare si chiede che il Governo si impegni a: 

- integrare il Programma Nazionale di Riforma con l’indicazione degli interventi dedicati alla non auto sufficienza e all’esigenza di conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare delle lavoratrici, che s’intendono realizzare con le disponibilità del Fondo espressamente vincolate a queste finalità; 
- a presentare entro il 30 giugno 2011 un dettagliato programma pluriennale degli interventi; 
- a prevedere che gli interventi per la conciliazione tra vita lavorativa e vita familiare siano rivolti a potenziare tutte le tipologie di servizi di assistenza per l’infanzia e per le persone non autosufficienti, a incentivare la flessibilità dell’orario di lavoro, a facilitare l’uso del part-time volontario e a introdurre il voucher universale per i servizi alla persona; 
- a reintegrare la dotazione del Fondo utilizzate per fini diversi nel 2010 e nel 2011.



www,pariodispare.org





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