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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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INTERVENTO DI EMMA BONINO A SEGUITO DELL'INFORMATIVA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI SULLA COMPOSIZIONE DEL GOVERNO

Senato della Repubblica, 570a Seduta Pubblica, martedì 21 giugno 2011

 

BONINO (PD) Signor Presidente, signor Presidente del Consiglio, colleghi, ho a disposizione pochissimi minuti e, quindi, affronter√≤ un solo problema, che mi pare lei abbia toccato, signor Presidente del Consiglio, solo marginalmente e che, invece, da Radicali, riteniamo essenziale e, anzi, la questione pi√Ļ grave e non ulteriormente rinviabile dal punto di vista istituzionale e sociale.¬†
Mi riferisco alla crisi della giustizia e all'intollerabile situazione delle carceri. Non sono nuove queste nostre sottolineature. Quello che √® nuovo √® che √® forse vero che, da quanto lei ha detto, ne consegue certamente un isolamento politico, ma certo non sociale, se √® vero che perlomeno 13.000 cittadini italiani in questi due mesi hanno partecipato alle lotte non violente che, in particolare, Marco Pannella porta avanti da due mesi. E io conosco i sorrisi, e conosco le derisioni. Conosco anche un grande protagonista della non violenza, che ha detto: ¬ęPrima ci ignorano, poi ci deridono, poi ci combattono, poi vinciamo¬Ľ. Forse, speriamo, perch√© se vinciamo, forse torner√† a rivivere in questo Paese la speranza della sacralit√† della legge, sacra perch√©¬†erga omnes, e forse perch√© torner√† a rivivere il senso dello Stato di diritto, il senso delle istituzioni, il senso dello Stato.¬†
Certo, occorre un atto di coraggio e di responsabilità che interrompa una flagrante violenza di Stato. Ho misurato bene le parole, quelle che sto pronunciando. Chi è fuori legge in questo Paese sono lo Stato e le sue istituzioni. E questo non è tollerabile in un regime democratico, perché ne mina alle fondamenta la credibilità verso i cittadini. 
Allora ritorno su questo punto, perché nel 2005 circa il 30 per cento della popolazione, quindi quasi 10 milioni di famiglie, era in attesa di una decisione giudiziaria, civile o penale. Se non è un problema sociale questo, allora qual è? 
Da allora la situazione √® solo peggiorata. I tribunali penali e civili sono oggi soffocati da 11 milioni di processi pendenti, hanno gi√† prodotto in 10 anni 2 milioni di reati prescritti e continuano a produrre, come una catena di montaggio impazzita, sempre meno sentenze e, al ritmo di quasi 200.000 all'anno, sempre pi√Ļ prescrizioni.¬†
Lo chiamiamo Stato di diritto, signor Ministro? 
Quanto alle carceri, il termine sovraffollamento non rende minimamente la proporzione della catastrofe umanitaria che √® in atto negli istituti di pena che molti colleghi di tutti gli schieramenti politici hanno visitato con noi e continuano a visitare, con i detenuti ristretti, davvero, 20 ore al giorno, ammucchiati l'uno accanto all'altro, in celle sporche e degradate, che diventano frigoriferi d'inverno e forni d'estate, nella promiscuit√† pi√Ļ scriteriata: ci sono detenuti condannati ed in attesa di giudizio, colpevoli in via definitiva ed innocenti fino a prova contraria, prossimi al fine pena o quelli con il fine pena mai. C'√® chi √® malato e non si pu√≤ curare, c'√® chi √® straniero e non viene considerato, chi non ce la fa pi√Ļ e si toglie la vita.¬†
Signor Presidente del Consiglio, signor Ministro, negli ultimi dieci anni nelle carceri italiane si sono suicidati 650 detenuti. A morire in pi√Ļ non sono solo i detenuti: nello stesso periodo si sono tolti la vita anche 87 agenti di polizia penitenziaria. Veda, tutto questo √® possibile solo perch√© avviene nel silenzio e nell'indifferenza del sistema dell'informazione e di quello della politica, con l'eccezione ancora di Radio Radicale, in attesa di sapere se questo Governo decider√† che anche quella voce deve finire di emettere, perch√© sta a voi decidere, non ad altri.¬†
Questo le volevo dire, questo le volevo sottolineare, perché creda: tutte le riforme che lei ha anticipato, se non si basano su un recupero di credibilità, di Stato di diritto, di legalità e di istituzioni, non vivranno neppure lo spazio di un mattino. (Applausi dal Gruppo PD e dei senatori Viespoli e Poli Bortone. Congratulazioni).





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