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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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LAVORO: BONINO E ITALIAFUTURA, DENUNCIA A UE SU APARTHEID PRECARI

Agi, 14 settembre 2011 - I rappresentanti di sette diverse  organizzazioni culturali, sociali e politiche - tra cui Italia  Futura - hanno presentato oggi al governo Ue una denuncia per  quello che definiscono "un regime di apartheid" in Italia fra lavoratori protetti e non protetti. A spiegare l'iniziativa, in un articolo sul sito della fondazione di Luca di Montezemolo, e' stato Pietro Ichino che con Emma Bonino, Benedetto Della Vedova, Antonio Funiciello e Nicola Rossi ha preparato il documento da inviare all'Unione europea per chiedere l'apertura di un procedimento d'infrazione contro l'Italia. "Su questa iniziativa stavamo ragionando da tempo, raccogliendo dati e documentazione. La difficolta' era costituita dalla necessita' di dimostrare in una forma efficace anche sul piano giuridico che in realta' milioni di rapporti di lavoro 'a progetto' e altre collaborazioni autonome continuative, anche in regime di 'partita Iva', sono sostanzialmente rapporti di lavoro dipendente", ha raccontato Ichino. "La svolta e' venuta con la risposta della Commissione Europea al nostro Piano Nazionale delle Riforme, del 7 giugno scorso, nella quale il massimo organo di governo dell'Unione manifesta una piena consapevolezza proprio di quello che noi ci proponevamo di dimostrare; e ne fa oggetto di una sollecitazione nei confronti dell'Italia sul piano politico-diplomatico", ha spiegato il senatore del Pd. "Questo ci consente oggi di chiedere alla Commissione stessa di trarre da quella consapevolezza e dal conseguente richiamo rivoltoci tre mesi fa anche le conseguenze necessarie sul piano amministrativo-giudiziario: quello stesso dualismo del nostro mercato del lavoro che tre mesi fa essa ci ha chiesto di superare - noi lo chiamiamo un vero e proprio regime di apartheid fra protetti e non protetti - costituisce evidente violazione della direttiva europea n. 1999/70/CE, che vieta l'utilizzazione dei rapporti di lavoro a termine come forma ordinaria di ingaggio del personale e vieta comunque ogni disparita' di trattamento fra i lavoratori assunti a termine e  quelli assunti a tempo indeterminato", ha proseguito. "Nello stesso documento della  Commissione del 7 giugno, e poi ancora nella lettera inviata il 7 agosto al nostro governo dal governatore uscente della Banca Centrale Europea Jean-Claude Trichet e dal governatore  entrante, Mario Draghi, ci viene chiesta una flessibilizzazione delle strutture produttive compensata da una maggiore protezione economica e professionale del lavoratore nel passaggio dal vecchio al nuovo posto di lavoro; e si sollecita  inoltre il superamento del dualismo del nostro mercato del lavoro fra protetti e non protetti", ha ricordato Ichino. "In estrema sintesi: tutti a tempo indeterminato, a tutti le protezioni essenziali, ma nessuno inamovibile; e a chi perde il posto un robusto sostegno economico e investimento sulla sua professionalita', in funzione della rioccupazione piu' rapida possibile", ha chiarito. "Di tutto questo nella manovra-bis varata con il decreto-legge di Ferragosto non si trova nulla. L'obiettivo della nostra iniziativa e' costringere il governo e il Parlamento italiani a ridisegnare un diritto del lavoro capace di applicarsi veramente ad almeno 18 milioni e mezzo di lavoratori sostanzialmente dipendenti, e non soltanto a 9 milioni, come accade oggi", ha concluso Ichino.





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