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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO LE MGF/BONINO: ENTRO IL 2012 LA MESSA AL BANDO UNIVERSALE!

Roma, 6 febbraio 2012 - Oggi, 6 febbraio, in molti paesi africani - tra cui Costa d’Avorio, Etiopia, Uganda, Gibuti e Niger -  in cooperazione con membri della Coalizione per la Campagna BanFGM, si svolgeranno eventi di sensibilizzazione per consolidare l’impegno dell’Unione Africana nel promuovere l’adozione, entro il 2012, di una Risoluzione da parte dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite che bandisca universalmente la pratica delle mutilazioni genitali femminili (MGF). Come rilevato nel rapporto recentemente diramato dal Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki Moon, una strategia comune e sistematica di lotta alle MGF come violazione dei diritti umani rappresenterebbe un passo decisivo nella valorizzazione degli sforzi globali volti all'eliminazione di questa pratica in tutto il mondo. 

"In occasione della giornata internazionale di tolleranza zero sulle mutilazioni genitali femminili, rinnovo l'appello a tutti gli Stati e a tutte le organizzazioni regionali ed internazionali a prendere una posizione congiunta e inequivocabile a favore dell'adozione - entro quest’anno - della Risoluzione", ha dichiarato la leader radicale Emma Bonino, Vice Presidente del Senato. 

Questo obiettivo è promosso nell’ambito di una campagna internazionale guidata dall’associazione radicale Non c’è Pace Senza Giustizia e sostenuta con determinazione da molti attivisti, parlamentari e governi africani e non, tra cui, in prima fila, quello italiano. 

"Un divieto mondiale", ha precisato Emma Bonino, fondatrice di Non c'è Pace Senza Giustizia, "permetterebbe di rafforzare le leggi esistenti che proibiscono le mutilazioni genitali femminili e di fornire legittimità alle migliaia di attivisti che cercano di promuovere l'adozione di leggi simili nei paesi che ne sono sprovvisti. Il tempo è giunto", ha concluso, "di dare un segnale forte a tutti i coraggiosi attivisti che hanno dedicato gran parte della loro vita a combattere questa pratica e chiedere all'Onu di prendere le misure necessarie per porre fine a questa forma di violenza diffusa e sistematica ".





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