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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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TURCHIA E UNIONE EUROPEA: RAGIONI PER UNA SCELTA STORICA

Turchia e Unione Europea: Ragioni per una Scelta Storica Bruxelles, Parlamento Europeo - 6 e 7 dicembre 2004 Intervento di Emma Bonino Signore e Signori, carissimi amici, carissimi compagni radicali, oggi parlerò italiano, innanzitutto per rispetto e amicizia a voi, qualche centinaio che siete venuti dall'Italia e poi perché tutta questa conferenza è data in diretta e via internet tramite Radio Radicale ed è un grande servizio. So che nel nostro Paese, giornalisti, funzionari, politici, stanno seguendo i nostri lavori, quindi volevo in qualche modo ringraziare lo sforzo della famiglia radicale in senso lato: sia essa il Partito Radicale Transnazionale, Radicali Italiani col suo segretario Daniele Capezzone che è presente, con tutti quelli che appassionatamente hanno cercato, nel nostro Paese dove il dibattito è stato assente a parte questi ultimi giorni, comunque, di seguirlo e se ne sono appassionati. Abbiamo voluto organizzare questa conferenza in contatto, prima di tutto, con gli amici e col governo turco. Voglio ringraziare tutti quelli che, altrettanto dalla mattina presto, sono partiti dalla Turchia per raggiungerci e stare con noi oggi e domani. Grazie davvero anche a voi, c'è qualcosa che ci accomuna, intanto. Abbiamo voluto organizzare questa conferenza che ha questa impostazione. Come sapete, le istituzioni europee e internazionali, chi da più tempo chi più recentemente, hanno discusso della Turchia o a proposito della Turchia o relativamente a questioni che la Turchia pone. Noi vorremmo offrire ai nostri colleghi e alla stampa, questa volta, un'opzione inversa, la possibilità di ascoltarvi, di ascoltare cioè il vostro punto di vista, i vostri sogni, le vostre ambizioni, anche politiche. Spesso, il non noto o il non conosciuto fa un pò paura. Credo che in molte delle resistenze europee ci sia un dato per nulla marginale di non conoscenza, quando non di vero e proprio pregiudizio. Quindi, per noi è un'occasione certamente di interloquire, ma certamente anche di ascoltare, e di ascoltarvi. Nel Parlamento, questa riunione si colloca in un momento molto opportuno e anche molto particolare. Abbiamo avuto il primo rapporto del collega Eurlings all'inizio di settembre, rapporto che aveva suscitato, da parte di moltissimi gruppi parlamentari e anche di singoli deputati, critiche e resistenze. Abbiamo avuto settimane intense di negoziati, di contatti a livello di gruppi politici. Abbiamo lavorato con deputati di tutti i gruppi e molti sono stati leader, all'interno del loro gruppo. Io sono particolarmente grata a Véronique de Keyser, che è la responsabile del gruppo socialista per gli affari esteri, non solo di essere presente, ma di presiedere un panel, così come sono grata altri deputati che parteciperanno ai lavori. C'è stato poi il voto alla Commissione Esteri la settimana scorsa, che ha dato dei risultati, credo, apprezzabili. Nei tre punti fondamentali, al di là di numerosi richiami e sollecitazioni perché le autorità turche facciano di più, accelerino il cammino, la Commissione Esteri del Parlamento europeo è stata chiara. In buona sostanza, chiede agli Stati membri di aprire i negoziati senza ritardi inutili. Ha detto, con un voto chiaro, che si negozia in buona fede e che l'obiettivo del negoziato è la membership e ha respinto gli emendamenti che ventilavano invece l'ipotesi di partnership speciale o - adesso credo ci sia un'altra formula che va per la maggiore - quella dell'associazione estesa. Credo pertanto che ci siano state parole chiare e noi, per parte nostra, abbiamo da lavorare tutti insieme per fare sì che anche l'assemblea plenaria del Parlamento, che si riunisce a Strasburgo lunedì e martedì, confermi questi punti chiave. Io sono fiduciosa, ma Jean Monnet, rispondendo, un giorno, alla una domanda "lei è ottimista o pessimista?" rispose "veramente io sono solo determinato" e io credo che sia proprio quello che dobbiamo essere: determinati ad arrivare all'obiettivo. C'è una cosa che mi preme dire, anche ai colleghi che sono in questa sala, che sono stati più ostili a questo passo e hanno legittimamente fatto valere con le procedure parlamentari - perché una democrazia è esattamente questo - le loro opinioni, e cioè che questo dossier ci obbliga a porci delle domande che non c'eravamo mai posti: qual è il limite dell'Europa? l'Europa è un progetto geografico? quali sono i suoi limiti? qual è l'identità europea? Questo inizio di riflessione credo sia già un primo apporto, certamente problematico, ma molto, molto utile che questo dossier ci obbliga ad affrontare. Grazie quindi per l'occasione che darete a tutti noi, a chi è più favorevole e a chi è ostile. Grazie per gli elementi di conoscenza e di informazione. Le resistenze, almeno quelle ufficiali, ruotano attorno a quattro temi: la questione Cipro, la questione curda, la questione Armenia e, più in senso lato, la questione diritti umani. A voi quindi di informarci, di dirci e, in qualche modo, anche di rassicurarci sapendo comunque che siete qui tra amici e tra persone che vogliono un'Europa che sia con voi. Per me siete, innanzitutto, il completamento vero di un sogno europeo. Grazie davvero e grazie a chi ha organizzato questa conferenza.




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