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Living together - Combining diversity and freedom in 21st-century Europe [Report of the Group of Eminent Persons of the Council of Europe] PDF DOWNLOAD >>

DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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PARLAMENTO EUROPEO: ADESIONE DELLA TURCHIA ALL'UNIONE EUROPEA

Strasburgo, 28 settembre 2005 - Signor Presidente, onorevoli colleghi, qualunque sia l'occasione di discutere sulla Turchia, è chiaro che il dibattito diventa immediatamente politico, al di là dell'occasione più o meno giuridica che ne è alla base, come sta succedendo ora. Abbiamo firmato insieme, tutti i gruppi, un importante documento di compromesso che esprime un punto unitario, ma abbiamo sacrificato sull'altare di questa unità anche taluni elementi di correttezza. A mio avviso, il documento è estremamente duro rispetto alle richieste che rivolge alla Turchia e tale approccio non aiuta neppure gli amici greci, ciprioti ad essere più flessibili, a trovare anche loro una soluzione a questa situazione, di cui sono ampiamente e largamente responsabili. Non si può dimenticare chi ha respinto il referendum,non si possono dimenticare i motivi per cui ci si trova in questa situazione. Dico questo giusto per ettere le cose come stanno. Un paese che stava per diventare membro ha impedito a un Commissario dell'Unione europea di rivolgersi dalla TV di Stato e questo Commissario ha dichiarato di essere stato tradito nella fiducia riposta e nella parola data dalle autorità greco-cipriote. Lo dico perché non facciamo un favore neanche agli amici-ciprioti se non richiamiamo anche loro al senso di responsabilità per quanto riguarda questa situazione. Finalmente per chi come noi pensa e spera ad un'Europa politica, ad una forza politica, economica, morale, è chiaramente sorprendente che noi stessi non ci rallegriamo dei successi che il nostro potere dolce europeo già sta ottenendo in Turchia. Possibile che noi stessi non ci rendiamo conto che sono caduti recentemente diversi tabù, che in Turchia si discute di Armenia e lo si fa con l'appoggio del governo, nonostante tutto il Primo Ministro e il Ministro degli esteri hanno sostenuto l'apertura di questo dibattito. E' caduto il tabù curdo, basta pensare all'ultimo intervento del Primo Ministro sugli errori commessi al riguardo, l'assunzione di responsabilità con l'intervento di Diyarbakir. Questi sono i successi dell'Europa politica, sono i successi della nostra capacità di attrazione alle strutture e a sistemi democratici aperti e più rispettosi. E' vero, abbiamo il diritto di essere critici, ma non abbiamo il diritto di essere cinici; la morte precoce della Costituzione europea sulle forche elettorali di Francia e Olanda ha lasciato il continente senza una frontiera di maturazione ideale, facendo stagnare risentimenti, cinismi che non sono una politica. Non si fa politica in questo modo, non si fa una politica federalista, liberale dell'Europa che noi vogliamo come attrazione di libertà, di stato di diritto, di democrazia.




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