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DOCUMENTARIO DEDICATO DA AL-JAZEERA ALLA LEADER RADICALE EMMA BONINO

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CONFERENZA DI SANA'A SU DEMOCRAZIA, DIRITTI UMANI E RUOLO DELLA CPI - 11 gennaio 2004

Conferenza Intergovernativa sulla Democrazia, i Diritti Umani e il Ruolo della Corte Penale Internazionale

Sana'a, Yemen, 11 gennaio 2004

Intervento di Emma Bonino


Sua Eccellenza, il Presidente della Repubblica dello Yemen; L’Onorevole Primo Ministro; Le Loro Eccellenze, rappresentanti delle organizzazioni regionali: Lega Araba, Conferenza Islamica e Unione Europea; Sua Eccellenza, il rappresentante del Segretario Generale delle Nazioni Unite; Ministri; Ambasciatori; Colleghi di numerosissimi Parlamenti; Miei cari amici della società civile; Benvenuti in questa splendida città storica di Sana'a. Innanzitutto, vorrei ringraziare il Governo dello Yemen e Non c’è Pace Senza Giustizia per avere organizzato questa conferenza. Ma in particolare vorrei ringraziare il Presidente della Repubblica dello Yemen, Sua Eccellenza Ali Abdullah Saleh, per avere favorito l’organizzazione di questa Conferenza e per esserne il presidente. Estendo i nostri speciali ringraziamenti alle istituzioni europee – il Parlamento, la Commissione, il Consiglio – e a diversi stati membri per il loro supporto finanziario e politico. Inoltre, il nostro ringraziamento va ai governi del Canada e della Svizzera, nonché alle Nazioni Unite, particolarmente all’UNDP, per tutto il loro supporto e il notevole contributo da loro offerto allo sviluppo del programma per questa Conferenza. Noi di Non c’è Pace Senza Giustizia crediamo che questa conferenza sia importante e critica per due ragioni principali. Naturalmente, i temi da discutere sono di fondamentale importanza. Ma altrettanto importante è il fatto che il formato di questo incontro rappresenta un approccio innovativo ed entusiasmante: la vostra presenza come rappresentanti di governi, di parlamenti, di attori non governativi e di altro tipo, seduti tutti insieme a discutere di questi problemi spinosi e complessi, va applaudita. Non è qualcosa che succede molto spesso, anche se speriamo che questo segni l’inizio di un nuovo corso verso un dialogo regolare, aperto, franco e costruttivo. Signore e Signori, mentre state per iniziare le vostre discussioni per i prossimi due giorni, ci sono alcuni pensieri che vorrei condividere con voi, e che spero vi saranno utili: 1) Noi, di Non c’è Pace Senza Giustizia e del Partito Radicale Transnazionale, non abbiamo mai creduto alla teoria dello “scontro fra le civiltà”. 2) Crediamo che le religioni – tutte le religioni – e la democrazia siano compatibili. Crediamo che l’Islam e la democrazia siano compatibili. Ma la storia di tutte le epoche e di tutto il mondo ci mette molto chiaramente in guardia sul fatto che, ogni qualvolta la religione viene utilizzata o manipolata a scopi politici, sorgono dei problemi. Se lasciamo che la religione venga utilizzata in questo modo, non soltanto stiamo rendendo un pessimo servizio ai credenti, ma anche alla democrazia, ai diritti umani, al rispetto reciproco e alla tolleranza. 3) Noi crediamo fermamente che la democrazia e il governo del diritto siano “il meno peggio dei sistemi per la promozione dello sviluppo umano ed economico”; com’è stato detto, “La democrazia è la peggiore forma di governo, eccezion fatta per tutte le altre che sono state tentate”. In questo senso, siamo assolutamente d’accordo con le conclusioni espresse del segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, nel suo rapporto sull’”Implementazione della Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite”, nel quale diceva: “La democrazia e i diritti umani, anche se sono concetti distinti, sono strettamente interconnessi:” – come ha appena detto il Presidente – “La democrazia, come diritto umano in quanto tale, è implicito nell’articolo 21 della Dichiarazione Universale sui Diritti Umani, ma nel suo senso più pieno funziona soltanto quando vengono rispettati gli altri diritti umani”. Infatti, se diamo un’altra occhiata alla Dichiarazione Universale sui Diritti Umani, che ha ispirato l’ampio spettro di strumenti connessi ai diritti umani e civili adottati finora, non troviamo soltanto l’articolo 21, che tratta di “genuine elezioni a suffragio universale e paritario”, ma anche l’articolo 20 sulla libertà di associazione; l’articolo 19 sulla libertà di opinione e di espressione; l’articolo 18 sulla libertà di coscienza e di religione; l’articolo 17 sul diritto alla proprietà; e molti altri. In particolare, un articolo importante in questo contesto è l’articolo 26, dedicato all’istruzione, che dice, fra l’altro: “… L’istruzione dovrà essere destinata al pieno sviluppo della personalità umana e al rafforzamento del rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali”. 4) La democrazia, fondata sul principio secondo cui il governo di un paese si basa sulla volontà e sul consenso di chi è governato, promuove la scelta, la voce e l’accesso ai diritti. Pertanto, le elezioni sono soltanto un segno distintivo di democrazia; le elezioni sono necessarie ma non sono sufficienti perché un sistema o un paese siano democratici. La democrazia da un lato richiede e dall’altro è protetta dalla separazione dei poteri fra i rami esecutivo, legislativo e giudiziario, che forniscono un sistema indipendente di controlli e di equilibri per evitare la concentrazione del potere. La democrazia prevede anche che questi rami di governo eseguano i loro mandati in modo aperto e trasparente. È qui che entrano in gioco la società civile e i media. I media fungono da controllo sul governo e da canale per consentire alle informazioni di raggiungere la gente, informando in questo modo il potente strumento dell’opinione pubblica. Non è una coincidenza il fatto che in un regime totalitario, quando un governo vuole esercitare il potere in modo arbitrario e unilaterale, il primo passo sia quello di eliminare la libertà di stampa e il secondo quello di isolare o di indebolire la società civile. 5) Da questa breve spiegazione dei principi fondamentali della democrazia risulta chiaramente che la democrazia, secondo noi, non ha tipologie diverse: non crediamo che esista una cosa come una democrazia “occidentale” o una democrazia “africana” o una democrazia “araba”. Naturalmente, è giusto dire che i meccanismi attraverso i quali viene applicata la democrazia, come le procedure o il sistema elettorale, possono essere diversi. Infatti, questo è un sottoprodotto logico della democrazia derivante dalla volontà e dal consenso dei popoli, che vengono necessariamente influenzati dalle loro culture e dalle loro tradizioni. Ma i principi fondamentali della democrazia rimangono gli stessi, compresi i sistemi attraverso i quali la democrazia e i diritti umani devono essere salvaguardati. 6) Come ho detto, un segno distintivo della democrazia sono le elezioni a suffragio universale. Tuttavia, nonostante l’ormai ampio riconoscimento dei diritti delle donne e del ruolo delle donne nella società e nel governo, in troppe parti del mondo le donne continuano a essere escluse o a essere sottorappresentate nella genuina partecipazione all’assunzione di decisioni a tutti i livelli di governo. Il completo inserimento delle donne nel governo e nel processo decisionale a livello politico porta molti vantaggi per l’umanità, fra cui la maggiore consapevolezza di problemi specifici affrontati da più di metà della popolazione. Un inserimento completo e sincero deve diventare una priorità, non perché le donne abbiano un modo diverso o migliore di affrontare le cose, ma perché escludere la maggioranza della popolazione in base a qualcosa di arbitrario come il sesso riduce l’ambito dal quale si possono trarre soluzioni brillanti e innovative a problemi difficili. 7) È vero che la democrazia è un sistema imperfetto. È un sistema complesso e fragile, che ha bisogno di una cura e di un controllo costanti. Si tratta di un processo, non di un momento fisso nel tempo. Anche sistemi politici democratici consolidati possono correre il rischio di essere rovinati da un’informazione controllata o censurata o da una partecipazione limitata, a meno che non venga esercitata la vigilanza da parte di tutti i partecipanti al sistema. 8) Infine, anche se la democrazia e il governo del diritto nascono principalmente dall’interno, la democrazia può essere migliorata lavorando con la comunità internazionale e le organizzazioni internazionali. Queste possono fornire un supporto prezioso e delle idee utili. Ma queste organizzazioni internazionali hanno anche bisogno di un sostegno, di un attento controllo e alle volte di innovazione per permettere il loro pieno contributo al rafforzamento della democrazia e al governo del diritto in tutto il mondo. Per questo motivo, noi di Non c’è Pace Senza Giustizia siamo stati ferventi sostenitori della legge e della giustizia internazionale, in quanto la giustizia stessa rafforza il governo del diritto, che è insito nei principi democratici. Perciò, ci siamo impegnati attivamente nella promozione dei meccanismi di responsabilità per affrontare il passato e per impedire violazioni future; in particolare, i tribunali speciali per il Ruanda e per la ex-Jugoslavia; il tribunale speciale per la Sierra Leone, dove abbiamo recentemente concluso con successo un progetto triennale che ha contribuito direttamente alla creazione e al funzionamento del Tribunale; e il Tribunale Penale Internazionale, che è il nostro obiettivo principale sin dall’inizio. Perciò, il pensiero finale con il quale vorrei lasciarvi è quello di incoraggiarvi a considerare una maggiore approvazione del Tribunale Penale Internazionale da parte dei paesi della regione, a partecipare completamente ai suoi lavori e ad assicurare che le tradizioni e i sistemi legali regionali possano essere meglio rappresentati. Signor Presidente, Distinte Signore ed Egregi Signori, Vorrei esprimere la mia profonda e personale emozione quando mi guardo intorno e vedo questa splendida sala e tutti voi qui riuniti per dedicare i vostri pensieri, il vostro tempo e la vostra energia ai problemi critici che siamo venuti a discutere insieme. Questo mostra a noi di Non c’è Pace Senza Giustizia che il nostro ruolo è arrivato a una conclusione, dato che questa è principalmente e soprattutto la vostra Conferenza. I risultati di questa Conferenza e la visione comune alla quale aspiriamo e la vostra disponibilità a impegnarvi a dialogare in uno spirito di franchezza e di comprensione sono nelle vostre mani. Grazie e buona fortuna.




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